Dalle Prealpi venete alla pianura friulana: i territori, i terroir e le denominazioni che definiscono l’identità del Prosecco italiano.
Il Prosecco viene prodotto in un’area geografica ben delimitata, suddivisa in tre denominazioni di qualità crescente: la DOC di base, e le due DOCG d’eccellenza di Conegliano Valdobbiadene e Asolo.
La zona di produzione si estende per circa 24.000 ettari vitati tra le province di Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone e Belluno, con le aree DOCG concentrate nelle dolci colline trevigiane patrimonio UNESCO.
Rappresentazione schematica delle zone di produzione del Prosecco
La zona più prestigiosa: le colline moreniche e morenico-fluvioglaciali tra Conegliano e Valdobbiadene, con i loro pendii ripidi e i terreni argilloso-calcarei, producono il Prosecco di maggiore complessità e longevità. Riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2019.
La DOCG comprende 15 comuni, con il cuore vitato nelle frazioni più alte dove le uve Glera raggiungono la massima maturità aromatica grazie all’escursione termica e all’esposizione ottimale.
La seconda DOCG del Prosecco, con sede nella zona collinare attorno alla “città dei cento orizzonti” Asolo. I vigneti si sviluppano sulle colline trevigiane a est di Vicenza, con un microclima più continentale che conferisce al vino una struttura più decisa e mineralità intensa.
Il territorio è suddiviso in 15 comuni del trevigiano. La particolare composizione del suolo — ricco di argille e scheletro grossolano — dà vita a Prosecco di corpo pieno e persistenza aromatica superiore.
La denominazione di base e la più estesa, nata nel 2009 per proteggere il nome Prosecco a livello europeo. Abbraccia un vastissimo territorio di 9 province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, dalla pianura veneta alle colline dell’interno fino ai confini con la Slovenia.
Il Prosecco DOC è il protagonista indiscusso dell’aperitivo italiano e internazionale. In questa denominazione trovano spazio le mini bottiglie più diffuse nella grande distribuzione e nella ristorazione.
Il termine Rive in dialetto veneto indica le ripide scarpate terrazzate dei vigneti collinari. Dal 2013 è una menzione aggiuntiva riservata ai Prosecco DOCG Conegliano Valdobbiadene prodotti da singole frazioni, con vendemmia esclusivamente manuale e resa massima ridotta al 40% rispetto alla DOCG standard.
Ogni Rive porta il nome del proprio comune o frazione di provenienza, creando una mappa di cru del Prosecco. La menzione è riservata al millesimato, con l’anno di vendemmia riportato in etichetta.
Il disciplinare di produzione garantisce che ogni bottiglia di Prosecco DOC e DOCG rispetti standard precisi di qualità, autenticità e tipicità territoriale. Ecco i requisiti fondamentali.
Minimo 85% di uva Glera autoctona. Il restante 15% può essere composto da altre uve a bacca bianca tradizionali del territorio.
Uve, vinificazione e spumantizzazione devono avvenire esclusivamente all’interno della zona delimitata dalla denominazione.
Il Metodo Charmat (rifermentazione in autoclave) è il metodo standard. Il Prosecco DOC Tranquillo e il Col Fondo sono le eccezioni storiche.
Titolo alcolometrico minimo 8,5% vol. per la DOC; 11% per la DOCG. La pressione del Spumante deve essere superiore a 3,5 bar a 20°C.
Il classico con bollicine abbondanti (pressione >3,5 bar). La tipologia più venduta, disponibile nelle mini da 187ml.
Bollicine più delicate (pressione 1–2,5 bar). Spesso servito in bottiglia da 75cl o magnum, raramente in formato mini.
Il Prosecco fermo, senza bollicine. Meno diffuso ma ottimo con antipasti e piatti a base di pesce bianco.
Rifermentato in bottiglia con propri lieviti, torbido e naturale. Il “Prosecco ancestrale” amato dagli intenditori.
Le colline di Conegliano e Valdobbiadene hanno un’origine complessa: morenica, fluvioglaciale e tettonica. I pendii ripidi a “hogback” garantiscono drenaggio perfetto e massima esposizione solare.
La composizione dei suoli varia da argillosa a calcarea con scheletro grossolano. Questa varietà pedologica è alla base della complessità aromatica del Prosecco DOCG rispetto alla DOC di pianura.
Le Prealpi proteggono i vigneti dai venti freddi del nord, mentre il Lago di Santa Croce e il Piave creano un sistema di ventilazione naturale. L’escursione termica estiva garantisce la maturazione aromatica dell’uva Glera.
I vigneti di eccellenza si sviluppano tra i 100 e i 500 metri di altitudine, con esposizione prevalentemente sud-sud-est. Le Rive più alte producono Prosecco di maggiore freschezza e mineralità.
Il paesaggio vitato delle DOCG è punteggiato da boschi, prati e siepi che mantengono un ecosistema equilibrato. La biodiversità controlla naturalmente le malattie e riduce la necessità di trattamenti chimici.
Il Piave e i suoi affluenti garantiscono l’approvvigionamento idrico. Le risorgive della pianura trevigiana influenzano il microclima delle zone DOC di pianura, con positive escursioni termiche notturne.
Dalle zone di produzione ai produttori: scopri le cantine che danno vita al Prosecco più amato d’Italia, anche nelle confezioni mini.